Itinerario: Zurigo, Triberg e Gengenbach – nel cuore della Foresta Nera -, Friburgo e Berna. Cattedrali, Mercatini di Natale, e Musei. Tipo di Viaggio: Zaino in spalla/interrail. Durata: 4 giorni e tre notti. Prese: in Germania possiamo usare le nostre, in Svizzera ci serve un adattatore. Giga: in Germania sono comprese con il nostro abbonamento, in Svizzera ci vuole un pacchetto a parte, (verifica con il tuo gestore). Moneta: per la Svizzera devi cambiare, in Germania c’è l’euro. Come sempre, un passo alla volta 😊😋
Giorno 1: Roma -> Zurigo. Ho preparato questo itinerario per giorni; desideravo tanto vedere Triberg e Gengenbach, quest’ultima per i mercatini, certo, ma non solo, e così, visto il periodo, ho deciso di passare per la Svizzera sia all’andata che al ritorno e fare un giro per godermi le varie iniziative natalizie. La Foresta Nera ha sempre avuto un fascino speciale per me e Triberg ne è il cuore, ma ne parleremo tra poco. Volevo anche riposarmi pertanto ho deciso di fare l’intero percorso in treno così da poter leggere e scrivere un po’; quindi ho studiato le diverse destinazioni incrociandone i dati in base a quello che volevo vedere ma soprattutto alle fermate dei treni e alle distanze tra loro, e ho scelto il mio interrail. Da Roma, breve sosta a Milano per la coincidenza e quindi Zurigo (9.00-17.27). Dovendomi muovere in treno, ho preso gli alberghi sempre a 7/8 minuti a piedi dalle stazioni ferroviarie per comodità, ma andiamo con ordine. Prima tappa, Zurigo: bellissima. La stazione ci accoglie con un Mercatino di Natale coperto che offre una serie di chalet con decorazioni, cibo – soprattutto dolci ma anche specialità italiane – e abbigliamento invernale.
Al centro, un albero di Natale di circa 15 metri che quest’anno, il 2023, è stato addobbato interamente con i prodotti della Lindt offrendo così uno spettacolo super cioccolatoso; una bella accoglienza, direi 😍🤗. Nonostante abbia preso numerosi treni, – anche più del previsto, per un motivo che vi svelerò durante l’itinerario del secondo giorno -, non ho mai avvertito un senso di stanchezza. Le vetture da e per la Svizzera (come pure quelle tedesche), le ho trovate molto pulite e comode, (in alcune addirittura dei divanetti nonostante fossimo in seconda classe), tali da godermi un paesaggio mozzafiato e un tragitto rilassante. Unica nota per noi italiani, sia sui treni che in città, è il costo della vita in Svizzera, decisamente più caro rispetto al nostro. 8,40 franchi un cappuccino e cornetto, e per la pizza o un primo tra i 20 e i 30 franchi svizzeri.
Appena fuori dalla stazione, troviamo il Museo Nazionale che, a sua volta, per Natale, ospita un altro Mercatino, e l‘Illuminarium, festival di luci e non solo. L’ ingresso al mercatino è gratuito ma per le proiezioni è previsto l’acquisto di un biglietto. Negli chalet, invece, è possibile trovare dalle crepes al pan di zenzero, e dallo street food indiano al vin brulé; all’arrivo in albergo sono stata accolta da un gentile omaggio: una bottiglietta d’acqua e dei biscotti squisiti 🥯🍩🍪 .
Giorno 2: Foresta Nera: Triberg e Gengenbach tra Orologi, Cascate, una torta indimenticabile e il Calendario dell’Avvento
Come accennavo prima, tornerò in Svizzera per una visita a parte, probabilmente in estate; il mio obiettivo erano i Mercatini e la Foresta Nera e dal momento che sono partita per il ponte dell’Immacolata, ho dovuto calcolare tutto alla perfezione, ma senza fare i conti con un imprevisto importante… La stazione di Zurigo è immensa, sarei dovuta partire la mattina seguente alle 8.30; il mio itinerario prevedeva due treni per un totale di 2 ore e 36 minuti di viaggio: Zurigo -> Singen e da Singen -> a Triberg, facile, no? Mi avvicino alle informazioni per una conferma del binario ma il signore dall’altra parte del vetro mi comunica che “non ci sarà nessun treno per Singen da Zurigo oggi per via di uno sciopero in Germania” (che in realtà era stato annunciato per il 12) e alla mia domanda in merito a quale alternativa potesse offrirmi, la sua risposta è stata “il modo più veloce, in questo preciso momento, è da Zurigo -> a Basel Sbb (ancora suolo Svizzero), da Basel SBB a Basel Bad (si entra in Germania, occhio al cambio dei giga!!) con una coincidenza di 6 minuti e una corsa pazzesca dal binario 6 al 2…😏 ; da Basel Bad a Offenburg e da Offenburg, finalmente, a Triberg. Totale 4 ore e 20 minuti a fronte delle 2. 36 che avevo previsto 🙄🙄🙄.
Devo dire che nonostante non conoscessi né Svizzera né Germania così bene (a parte uno scalo a Francoforte), e con l’albergo prenotato a Gengenbach (località a 36 minuti di treno da Triberg), non mi sono persa d’animo, né fatta prendere da ansie di alcun tipo, e l’ho presa come un viaggio nel viaggio, decisa a godermi quei paesaggi meravigliosi e a fare comunque un’esperienza. Volevo arrivare a Triberg a tutti i costi, e l’emozione e lo spettacolo in cui mi sono trovata immersa una volta scesa, sono valse tutta la giornata. I binari della stazione sembrano nascere e sparire tra le montagne dissolvendosi all’orizzonte, circondati da quella splendida vegetazione che si avvolge tutta intorno, ricca di abeti e faggi per lo più. Quando sono scesa dal treno, c’era soltanto un altro passeggero con me, e il senso di stordimento ha accompagnato entrambi per un po’, e tra un selfie (mio) e una ripresa (sua), prima di andar via mi guarda e mi dice wow…is this real? – a testimonianza della magia trasmessa da questo posto.
Quel silenzio surreale, una sensazione di vuoto quasi, ma al contempo la consapevolezza e la presenza, forte, della natura, la sua magnificenza, ti fanno sentire parte di una dimensione irreale. Raggiungibile da Svizzera, Germania e Francia, la Schwarzwald, o Foresta Nera per l’appunto, si estende per un area vastissima nella regione del Baden-Württemberg, famosa per le sue terme; terra di nebbia e di montagne, di luce e lavori artigianali – e di persone gentili-, custodisce una preziosa tradizione fatta di Orologiai e di Minerali sapientemente raccontata nel museo di cui parleremo tra poco, ma anche di racconti tenebrosi e paesaggi fiabeschi noti a molti di noi grazie agli splendidi racconti dei Fratelli Grimm o di Herman Hesse.
Una volta fuori dalla stazione mi sono incamminata a piedi lungo un sentiero innevato per circa venti minuti, in direzione della strada principale. In centro, il passaggio degli autobus è abbastanza frequente e sono presenti un paio di taxi. Le “attrazioni” più visitate sono in direzione opposta alla stazione e a pochi metri tra loro; parlo naturalmente del Museo della Foresta Nera e delle Cascate (per cui, volendo, c’è anche l’opzione per l’acquisto di entrambi i biglietti con uno sconto), e di un negozio di orologi e souvenir,-La Casa dai 1000 Orologi – mentre, nel cantone di Schönachbach, a pochi metri dalla stazione ma sempre a circa una trentina di minuti a piedi, si trovano Uhren Park e l’Orologio più grande del mondo, con meccanismi e ingranaggi a vista, visitabile inserendo 2 euro.
Inaugurato nel 1936, il Black Forest Museum offre una collezione importante di orologi a cucù e non solo (risalenti fino a quattro secoli prima), organi, automi musicali, minerali – esposti all’interno di un percorso che ricorda quello di una miniera -, riproduzioni della stazione ferroviaria, e sculture in legno che ripropongono scene di vita quotidiana e costumi tradizionali. All’interno vi è l’Ufficio del Turismo e la possibilità di acquistare libri e gadgets. Spettacolare la caffetteria annessa nella quale si può accedere da un ingresso esterno e laterale a quello del museo, ma dove si “spunta” grazie a una balaustra superiore interna dalla quale ci si può affacciare durante il percorso. Quasi di fronte al museo, l’ingresso alle Cascate che con i loro 163 mt, sono le più alte del territorio.
Nel mio racconto però, non poteva mancare la Torta della Foresta Nera. Unico neo di questa breve escursione è, ovviamente, la durata e questo a causa dello sciopero. Originariamente avevo preventivato di restare 5 ore, destinandone tre alle visite approfondite e almeno due per girovagare tra i negozi in assoluta serenità; invece ho dovuto fare tutto in poco meno di tre ore, senza contare il fatto che tra la scarsa affluenza dovuta allo sciopero, e per la neve, una parte delle cascate è stata chiusa al pubblico. Detto questo, non poteva mancare la degustazione della famosissima Torta della Foresta Nera. Sebbene la forma originale sia quella classica, e ahimè una porzione è (almeno) per tre persone, ho preso questa che differisce solo per forma e quantità, e per cui mi è stato assicurato che la ricetta è quella tradizionale (spettacolare!!!!) So che è ricca di ingredienti ma, fidatevi, ha un gusto leggero 🥮🍰🍮😋😍
Ma adesso, lasciamo Triberg per Gengenbach, altro paesino da favola, e anche qui una sorpresa. Il treno (diretto) che avevo selezionato e che mi avrebbe dovuto portare a destinazione entro le 17, è stato cancellato 3 minuti prima (!!). Ciò nonostante, mi giro e incontro una coppia inglese simpaticissima con cui ho fatto amicizia e con cui sono andata a prendere una corriera che ci ha portato fino ad Hausach dove subito dopo ho preso un treno che in 18′ mi ha portato a destinazione. Anche loro, come me, commentavano l’imprevisto come il senso del viaggio, che ci ha portato comunque a vedere tutto in una diversa prospettiva, a dei percorsi alternativi, ma anche a divertirci e a passare un paio di ore in allegria grazie a nuove amicizie che, complici i social, hanno la possibilità di essere coltivate; mentre, aspettando la corriera, la nebbia ha cominciato ad avvolgere la foresta e il freddo a farsi sentire. A Gengenbach, dalle 18, in Piazza del Municicpio o Rathaus, è possibile assistere allo spettacolo del Calendario dell’Avvento durante il quale le finestre del municipio diventano le “caselle/giorni” da scoprire, seguito dai classici Christmas Carols, i Canti di Natale. Quì ho passato una bellissima serata in allegria, e i mercatini sono spettacolari e affollati.
Come potete immaginare (sciopero a parte) è tutto abbastanza fattibile; l’albergo era a 6′ a piedi dalla stazione e a 4′ dalla Piazza del Municipio, dalla Torre e dalla Chiesa di St. Mary che sono tornata a visitare il giorno seguente di buon mattino, dopo una ricca colazione locale in albergo, e prima di prendere un nuovo treno verso una nuova destinazione, Friburgo. A Gengenbach, il Mercatino è aperto fino a tardi con questi Chalet suggestivi ricchi di decorazioni, cibo e vin brulé. Con le luci del giorno, la stessa piazza si veste di un nuovo mercato, fatto di frutta e verdura, ma senza perdere un briciolo del suo fascino. Anche qui, ho trovato simpatia e cortesia. Ho concluso la serata in un pub dove ho scambiato quattro chiacchiere con il cantante e scoperto qualcosa di più sul cibo, dal momento che non parlo una parola di tedesco
Gi0rno 3: Friburgo, la Cattedrale, il set di Suspiria e i Mercatini
Un po’ a malincuore, il giorno successivo, poco dopo le 9, ho lasciato questa splendida cittadina per trascorrere tre ore circa a Friburgo e avvicinarmi a casa, in Italia, nel percorso di ritorno. Anche questa è una destinazione che ho sempre avuto nel cuore sin da piccola, ma soprattutto dopo aver visto quel capolavoro assoluto che è Suspiria, di Dario Argento, coadiuvato dalle musiche straordinarie di Claudio Simonetti e dei suoi Goblin. Arrivata in stazione, in meno di dieci minuti a piedi sono arrivata in centro dove ho visitato la Cattedrale, la Casa della Balena, dimora storica con un portone tardo gotico in cui visse Erasmo da Rotterdam nel 1500 e, appunto, location scelta per designare la famosa Scuola di Danza nel film, la Chiesa di St. Martino e un paio di mercatini . Struttura gotica e costruita in arenaria rossa, la Cattedrale di Friburgo fu iniziata in realtà in stile romanico nel 1200, e si erge in tutto il suo splendore con una torre di 116 mt di altezza; ricca di opere d’arte al suo interno, viene prestata anche alla musica grazie ai concerti che ospita, celebre quello di Natale; la Chiesa di St. Martino, o Martinskirche, si trova nella Rathausplatz, praticamente di fronte all’ingresso di quello che ora è l’Ufficio del Turismo, l‘Altes Rathaus (il vecchio Municipio), e alla Casa della Balena.
Verso l’ora di pranzo lascio Friburgo per Berna, città davvero stupenda. Grazie a una convenzione stipulata dall’albergo, tramite App ho potuto scaricare gratuitamente un pass della durata di 32 ore per un numero illimitato di mezzi pubblici (autobus e tram) , che devo dire ho utilizzato parecchio sia il pomeriggio che la mattina successiva per andarmene in giro ma, soprattutto, per andare a vedere il Museo dedicato ad Einstein. A Berna ho dormito la terza notte, sono ripartita il giorno dopo alle 11.30 e arrivata a Roma alle 18.10. Mercatini 🎀🎁🎄⛄⛄ ne consiglio due, quello a Waisenhausplatz, suggestivo e ricco veramente di tutto, situato in centro in un quartiere pieno di negozi, e quello di fronte alla Cattedrale, dove vi aspettano artigiani e vin brulé.
E = mc2. E’ a Berna che Einstein stabilisce la famosa equazione nel 1905, ovvero nella città in cui ha vissuto e lavorato insieme alla moglie Mileva, e Berna lo omaggia con una mostra interattiva permanente ricca di immagini, documenti originali e filmati, accogliendo quanti vogliono visitarla con un ingresso fatto di scale, ritratti e una quantità infinita di specchi. La Struttura che ospita il museo dedicato ad Einstein, è davvero meravigliosa e, uscendo, oltre a un piccolo shop annesso, offre una veduta di Berna impagabile. A Berna, al 49 di Kramgasse, è possibile visitare anche quella che fu la sua casa.
Grazie per avermi seguito in questo viaggio, enjoy your Life 😉
Vi ricordo che quanto è descritto sopra e il relativo materiale fotografico è protetto da copyright; si tratta di contenuti e itinerari pubblicati all’interno dei miei libri e/o parte di programmi/puntate.