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La Memoria di mio Figlio: storia di uno Skate, di un Gatto co-pilota e di un Ragazzo in cerca di sé stesso.
Roma, prime luci dell’alba. L’ultimo residuo di nebbia fa da sfondo alle immagini di Santi e Golem che osservano la città dai tetti di San Giovanni. Un ragazzo di sedici anni vestito da cavaliere medievale si muove furtivamente tra le statue e quel che resta delle ombre della notte. È spaventato. Dietro di lui, due adolescenti. Appartengono agli Arcieri, la casata più elegante tra le Fratellanze. Il ragazzo continua a saltare da una parte all’altra, bisbiglia qualcosa poi, cade nel vuoto. I due compagni si guardano, si voltano e scappano non appena lo vedono precipitare.
Una trama data da un Game Master.
Un diario da custodire in cui paure, sogni e solitudini si intrecciano con la vita reale, e con quelle degli adulti.
Un difficile rapporto genitori-figli. E una madre decisa a scoprire la verità
Non il solito Fantasy.
Non il solito Thriller.
«C’è sempre una spiegazione logica alla base di un trucco ben riuscito, e tanta, tanta pratica».
Credo molto in questa storia. L’ ho dedicata agli Invisibili, a coloro che spesso ignoriamo non per cattiveria, ma per la fretta – e, a volte, la superficialità – che la società contemporanea ci impone.
Ma tra di essi ci siamo noi. A turno ognuno di noi può essere un Invisibile mentre cerca il suo posto nel mondo. Ci sono stati momenti della mia vita in cui anche io mi sono sentita così, e non è stato facile.
Raccontato con la struttura tipica della detective story che rivela un mondo sommerso legato a un disagio giovanile. Perché, a volte, la violenza non passa “soltanto” dalle offese, ma anche dal silenzio.
Buona lettura, e grazie sempre per essere passati di qua. 🧡
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