‘Se grazie a una magia o – come direbbero alcuni scienziati di oggi, a un paradosso quantico – potessi passeggiare tra le strade della Londra di fine Ottocento so per certo che darei sfogo a una serie di sensazioni ed emozioni che mi accompagnano da sempre. Emozioni che – nei miei tanti viaggi di lavoro e non – ho cercato di nutrire ogni volta con passione, ripercorrendo quei vicoli e assaporando quelle atmosfere, immaginando di trovarmi seduta in un pub con scrittori come Edgar Allan Poe o Arthur Conan Doyle per parlare del nuovo automa in voga nel West End o fare supposizioni su Jack lo Squartatore” 📚 Estratto da: Vapore, Ingranaggi e Sogni Meccanici, lo Steampunk e i Nuovi Vittoriani, Nero Press 2018, del libro ne parlo qui.
In basso a sinistra, l’insegna del Museo degli Scrittori a Edimburgo, Royal Mile. Al centro il Pub Ye Old Cheshire Cheese, in Fleet Street – Strand, Londra. In basso a destra l’insegna del Museo dedicato a Sherlock Holmes in Baker Street.
Quando si parla dei grandi scrittori Britannici e dell’epoca in cui hanno vissuto, l’800, non si devono perdere di vista le condizioni storico – sociali che hanno portato alla creazione dei loro capolavori; e nemmeno quelle psicologiche: il passaggio dai lumi a gas alla luce elettrica, la visibilità e la vivibilità improvvisa delle strade anche la sera, le invenzioni e le grandi menti che le hanno prodotte. La corrente alternata con Tesla ad esempio, ma anche la macchina a vapore di Watt, ci fanno capire come tecnologia e rivoluzione industriale hanno condizionato e migliorato lo stile di vita; ma l’incredibile velocità con cui questo progresso è avvenuto ha portato anche a uno stravolgimento emotivo, a un grande divario tra ricchezza e povertà, alla nascita degli orfanotrofi e al romanzo sociale con Dickens e a quello storico con Walter Scott, agli assassini di professione, Burk e Hare che commerciavano con le salme dei vagabondi che rivendevano agli ospedali per i loro esperimenti medico-scientifici. Alle indagini del Dottor Bell che diventano le storie di Sherlock Holmes. Al disagio e alle inquietudini nutrite da una società che, giorno dopo giorno, de-formava sé stessa. Tutto questo, in letteratura, si chiamerà Oliver Twist, Il Mastino dei Baskerville, Lo Strano caso del Dottor Jekyll e Mr Hide e, negli Stati Uniti, verrà raccontato da Poe e dai suoi doppi letterari; ma se Dickens denunciava la povertà, gli orfanotrofi e la delinquenza, Mary Shelley con Frankenstein creava un mostro il cui corpo era costruito con parti di altri corpi; vivo sì, ma senza più coscienza del bene e del male, di una volontà propria, e totalmente manovrabile.
STRAND, CARTA STAMPATA E DICKENS. Tornando ai nostri itinerari, se vogliamo continuare a unire cultura, divertissement e un po’ di Storia, potremmo partire dal museo dedicato a Charles Dickens – The Dickens House Museum in 48 Doughty Street-, è l’abitazione dove si trasferì poco dopo essersi sposato e dove nacquero due dei suoi figli; strutturata su quattro piani oltre a manoscritti originali dell’autore presenti in alcune delle stanze ha, come spesso accade, uno shop annesso dove si vendono sia i suoi libri che del merchandising. Usciti da questa casa-museo estremamente suggestiva, potremmo passare per Russel Square Gardens – se siamo anche fan della serie tv Sherlock, lo vediamo più avanti-, per proseguire (in metro) verso lo Strand, regno della Stampa Britannica (fino a qualche decennio fa), e sede della Reale Corte di Giustizia, e passeggiare per Fleet Street (dal museo sono circa una ventina di minuti a piedi e poco meno in metro). Riprendiamo fiato gustando una birra allo Ye Old Cheshire Cheese – ricostruito in seguito a un incendio – dove si recavano spesso Dickens, Chesterton (autore di Padre Brown), e Conan Doyle, al 145 Fleet St, London. Una volta rifocillati potremmo recarci a Charing Cross, la storica strada dedicata alle librerie del nuovo e dell’usato (lo consiglio vivamente) e concludere la serata a Piccadilly, dove potremmo divertirci allo store delle M&Ms o a quello della Lego (sono circa dieci minuti a piedi), e dove, per mangiare, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Lo Strand oggi è un quartiere molto elegante ma come ci ricorda Lee Jackson in Walking Dickens’ London
, per comprendere l’aspetto della città al tempo di Dickens, dobbiamo pensare a una metropoli di basso profilo dove l’edificio più alto è la Cattedrale (si riferisce a Whitechapel) che domina suprema, seppure annerita dalla fuliggine delle migliaia di camini del tempo; dove le ciminiere dei birrifici e delle fabbriche fiancheggiano la riva meridionale del Tamigi. Dobbiamo pensare a delle barche a vapore e chiatte di carbone e a una quiete differente, alle urla dei venditori ambulanti e al suono delle campane.
E se abbiamo appena lasciato il degrado di Whitechapel e della sua “corte dei miracoli” meta prediletta di immigrati d’ogni dove, vista la vicinanza con le docklands e il porto, con Dickens ripercorriamo Cornhill, sul lato destro dell’Exchange, verso St. Michael’s Alley (in linea d’aria con il London Bridge), una delle grandi strade mercantili che ospitavano gli uffici degli avvocati Dodson e Fogg in The Pickwick Papers o quelli di Nicholas Nickleby o dello stesso Scrooge di
A Christmas Carol, non lontani dal rollio dell’acqua e dall’odore del fiume. Lo strillone all’angolo della via, i bambini che si rincorrevano gridando, strade in cui la vita si svolgeva in una dimensione che sarebbe rimasta per certi aspetti a-temporale, mentre la crescente industrializzazione portava la City a un incredibile sovraffollamento e al relativo collasso, passando da uno a circa sei milioni di abitanti nel giro di poco tempo. Sovrappopolazione che portò, a sua volta, a un tracollo igienico-sanitario importante, che vide protagoniste epidemie di tifo, colera e vaiolo. Se ne fa un’interessante exursus al museo del vapore di Kew.
Per approfondire Dickens con una serie tv, consiglio di vedere Dickensian mentre, per avvicinarsi al periodo Steampunk, alla Londra Vittoriana e alle Invenzioni con due capolavori di animazione, vi consiglio di vedere Steamboy e Il Castello Errante di Howl, ma anche film come The Prestige, The Illusionist e Hugo Cabret
Elementare... Watson!
Chi non ha pronunciato almeno una volta questa frase, alzi la mano… Se le avventure di Sherlock Holmes sono la vostra passione, Londra è davvero il posto ideale allora; ma, attenzione, la vera avventura del suo straordinario autore comincia a Edimburgo dove nasce e inizia gli studi di medicina presso l’ospedale della città insieme a un altro compagno d’eccezione: lo scrittore Robert Louis Stevenson, autore del già citato Jekyll e Hyde, ma anche de L’Isola del Tesoro.
📽️🎞️🎬🎥 Sono molteplici i film e le serie dedicate a Sherlock Holmes, soltanto per menzionare quelle degli ultimi anni, ecco i nomi di Elementary, Gli Irregolari di Baker Street e, naturalmente, Sherlock; ma cominciamo per ordine.
Se l’investigatore di Baker Street è il vostro idolo, il primo posto dove dovete recarvi è sicuramente il Museo a lui dedicato. Situato a Marylebone, la visita si svolge su più piani e attraverso oggetti di arredamento, statue di cera nonché elementi legati alla figura dell’investigatore – come fiale, boccette, un violino e l’iconico cappello-, si respira l’atmosfera di cui sono intrise le storie originali, e dell’epoca Vittoriana. I 🎟️biglietti si acquistano all’interno dello shop annesso, è possibile visitarlo dalle 9.30 alle 18 ma mi raccomando, andate per tempo perché c’è sempre una fila piuttosto importante
Metro 🚋🚆 : Baker Street Station, linee: Circle, Bakerloo, Jubilee e altro. Vi piacerà!
Se Sherlock, la serie andata in onda sulla BBC dal 2010 e creata da Steven Moffat e Mark Gatiss è una delle vostre preferite – e vi fa piacere ripercorrerne alcuni luoghi -, sicuramente passeggiando per Southbank (Waterloo) è possibile riconoscere il parco dove Sherlock e Watson si sono recati per cercare una persona che li aiutasse a comprendere dei simboli (seconda puntata della prima stagione), mentre al 187 North Gower Street, c’è il locale dove hanno girato moltissime scene e che si vede accanto all’ingresso di casa loro: 🥪🍔🧋 Speedy’s. All’interno l’atmosfera è cordiale, il cibo ottimo e il personale è abituato a vedere i turisti fotografare le immagini appese alle pareti e comunque, bisogna anche nutrirsi 🤗😀😊 Se abbiamo voglia di Arte, la National Gallery fa per noi; situata nella splendida piazza di Trafalgar, la riconoscerete immediatamente anche nella serie mentre, lasciandocela alle nostre spalle e andando verso sinistra, a pochi minuti a piedi, c’è il 🍺 Pub The Sherlock Holmes, al 10 di Northumberland Street. Estremamente suggestivo, all’interno presenta una serie di oggetti legati alla figura di questo iconico personaggio. Ricordatevi che la cucina, nei pub, chiude sempre abbastanza presto; ma questa avventura, dicevamo, inizia a Edimburgo, ed è al numero 11 di Picardy Place che è possibile leggere la targa dedicata al luogo di nascita di Sir Arthur Conan Doyle, mentre, praticamente di fronte, in un paio di minuti a piedi si arriva al The Conan Doyle in 71-73 York Place, Edinburgh, pub 🍺 a lui dedicato.
Piccola digressione, se volete visitare Edimburgo in quella zona c’è l’accomodation degli studenti universitari le cui stanze spesso in estate vengono affittate; le camere sono pulite dotate di bagno privato e di uno spazio in comune e per la colazione, attaccata alla struttura c’è una caffetteria dai prezzi accessibili e un supermercato appena attraversate la strada. Molte le fermate degli autobus per andare verso il centro della città.
P.S. a Russel Square (vedi il riquadro sulla casa – museo di Dickens sopra), è stata girata una delle scene iniziali della serie in cui Watson – Martin Freeman incontra un suo ex compagno dell’esercito che lo metterà in contatto con Sherlock per poter dividere l’affitto dando inizio alla loro avventura 😊
Dunque, un probabile itinerario potrebbe vedere la vostra giornata iniziare proprio con il museo di Baker Street, per poi riposarvi e mangiare qualcosa da Speedy’s (sono circa venti minuti a piedi) e proseguire verso Southbank alla ricerca dello Skate Park; se ne avrete voglia potete arrivare in metro a Scotland Yard per una foto e da lì, in meno di cinque minuti a piedi, proseguite per Trafalgar Square e la National Gallery per poi gustare la vostra cena al Pub dedicato a Sherlock Holmes, a pochi passi da voi! Se dopo cena avete ancora un po’ di forze per una passeggiata serale, guardando la Galleria di fronte a voi, alla vostra sinistra scorgerete i viali che portano a Buckingham Palace, St. James Park e Green Park, ma questa, è un’altra storia 😊
Vi ricordo che alcune delle informazioni e/o citazioni sulla Londra Vittoriana presenti in queste pagine, sono tratte dal mio 📚 libro Lo Steampunk e i Nuovi Vittoriani dove, qualora aveste piacere, il tema è ampiamente affrontato. All’interno di questo sito, nella sezione libri, trovate il book trailer, interviste, foto e un po’ di contenuti, se ti fa piacere saperne di più clicca qui
In generale gli itinerari, le immagini e i contenuti presenti in questo blog sono pubblicati all’interno dei miei libri o fanno parte di programmi web, radiofonici e/o televisivi di cui sono autrice, pertanto sono soggetti a copyright, grazie.
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